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Le stagioni dei tessuti.
Parte prima: la Primavera e l’Estate


Lucca,

Ti ho mai detto che non si esce mai di casa in primavera senza una giacca in fresco di lana?
E che la lana è un tessuto che non ha stagione, come la seta?
Quanti tipi di lana esistano al mondo non saremo mai in grado di scoprirlo. Quello che ti posso dire è che una giacca in fresco di lana, o un soprabito, non può mai mancare se stai per uscire in questa stagione.
Se ti chiedi come si fa a riconoscere questo tipo di lana da quella delle giacche invernali la risposta è semplice, al tatto ti comunica freschezza. Toccandolo un tessuto ti dice molto più di quello che pensi, e quando con il tempo la tua mano si sarà abituata, vedrai che sarà facile decidere se è il momento di indossarlo oppure lasciarlo nell’armadio.

Solitamente sotto la mia doppiopetto blu indosso una camicia in seta, un jeans e un paio di ballerine, che alterno ai mocassini in base a dove devo andare, e chi devo incontrare. Ti direi che azzardo anche una slingback o un sandalo con tacco, ma sono rare le volte perché sono sempre di corsa.
Ah, la seta! Crepe, raso, organza, chiffon... in inverno la stratifico perché sono freddolosa ma in primavera è lei la regina indiscussa. Impalpabile e fresca, ma morbida sulla pelle come una carezza.
Immagina una sera a metà fra aprile e maggio, con il sole che rimane fino a tardi, e tu con il tuo abito in seta che scivoli come in una danza da un aperitivo a una cena, e poi fino a tarda notte. Non è meravigliosa questa sensazione sulla pelle?

Rientrare a lavoro dopo una serata finita tardi non è il massimo, ma se lo fai nel tuo completo in viscosa la giornata parte decisamente meglio. La viscosa non è propriamente un tessuto naturale anche se parte da lì, dalla natura, e per natura si presta a imitare a volte il cotone, a volte la seta.
Esistono tanti tipi di viscosa quante le volte in cui la vorrai indossare. E non ti ho detto che la puoi trovare abbinata al cotone, ma anche alle fibre sintetiche. I tessuti misti, se hai problemi con pieghe e ferri da stiro, potrebbero fare al caso tuo, a differenza del cotone puro che si stropiccia facilmente. Ma quanto è dannatamente chic una camicia maschile in chambray di cotone portata over e leggermente sbottonata? I capi si sgualciscono e i capelli si arruffano, ma non ti preoccupare, hai appena scoperto il segreto dello stile parisienne.

Quando arriva l’estate che si porta via l’aria fresca, il mio armadio si svuota come le città in agosto, e rimane lui, il lino. Ricopritemi di lino, e non chiederò altro. Che sia bianco, rigorosamente, perché si sa, attira meno il sole. E con un cappello di paglia e un sandalo basso passo così le mie vacanze al mare. In un completo di lino bianco e un foulard di seta nei capelli potrei anche farmi ritrarre.

La sera, poi, con il ricordo del mare addosso e la pelle arrossata dal sole, un brivido ti sale lungo la schiena. Che fortuna aver portato il tuo maglioncino di cotone, quello a maglie larghe, realizzato ai ferri. Sì, quello che da bambina odiavi e che ora è una parte di te. Ti darà quel giusto senso di calore che solo in una notte di mezza estate si può desiderare.

Per cui, come vedi, in primavera e in estate non puoi fare a meno di questi tessuti, sceglili bene e che siano di qualità, ti accompagneranno tanti anni. Se poi si tratta di capi con una storia ancora meglio, un capo datato ti racconta qualcosa di sé, e se sei indecisa su come abbinarlo avvicinati e ascolta bene, ti sussurrerà lui il modo giusto. D’altronde, l’esperienza ce l’ha.
In alternativa, puoi sempre chiedere a me.
A presto.
Sara Sillabe